Un nome conosciuto e sentito spesso ma forse non tutti conoscono le origini e le finalità di questa organizzazione. Confindustria è una Confederazione di Industriali, fondata nel 1910 e nasce con l’obiettivo di tutelare gli interessi degli imprenditori. Il principio di base sul quale si fonda è che: “la libera impresa ed il libero esercizio dell’attività economica, in un contesto di economia di mercato, siano fattori di sviluppo e di progresso per l’intera società”.

Oggi Confindustria si pone come espressione di tutto il mondo del lavoro, dell’economia italiana, della produzione industriale e soprattutto sottolinea una vocazione pluralista e innovatrice che vuole rifiutare con determinazione la definizione di “organizzazione dei poteri forti” con la quale invece è stata etichettata per molto tempo.

L’organizzazione di Confindustria conta oltre 150 mila aziende e il suo Presidente attuale – eletto a marzo 2016- è Vincenzo Boccia, succeduto a Squinzi e alla precedente Emma Marcegaglia, al centro della scena nel 2012 con la riforma del lavoro.

E ad oggi? Qual è la situazione dell’industria e dell’economia italiana? L’ondata generale che si percepisce –anche di riflesso rispetto alla situazione mondiale- è favorevole, con un quadro che presenta l’abbassamento del prezzo del petrolio, un allentamento da parte delle Banche Centrali e tassi d’interesse sul debito pubblico in discesa. Il settore industriale è quello che da sempre traina l’economia nazionale e in particolare va sottolineato l’incremento rilevante nella fabbricazione dei mezzi di trasporto. L’Italia è uno dei Paesi più industrializzati al mondo nonostante sia povera di materie prime e di fonti di energia e nonostante lo sviluppo del settore terziario sia rilevante. L’informatizzazione e la robotizzazione, unite a servizi di supporto sempre più digitali come il marketing e la pubblicità, hanno permesso alle aziende di rispondere in modo efficiente alle esigenze dei consumatori e alla domanda proveniente dal mercato. Oggi il panorama italiano è dominato da piccole e medie imprese (PMI) per lo più di tipo manifatturiero.

Per questo anno 2016 (ultimi dati fine aprile), l’Istat riporta una diminuzione del 4,1% rispetto allo scorso anno per quanto riguarda i prezzi alla produzione dell’industria. Per il fatturato e gli ordinativi dell’industria, rispettivamente diminuisce il primo del 3,6% e aumentano i secondi dello 0,1% in un anno. L’indice della produzione perde lo 0,4% rispetto all’anno precedente e aumentano i costi di costruzione dello 0,5%. Tra le stime preliminari della disoccupazione in Italia, i posti vacanti rimangono invariati.