La Capoeira è un intreccio di arte, sport, lotta e danza che ammalia e unisce le persone di tutto il mondo.

Sembra che abbia origini afro-brasiliane: nella colonizzazione portoghese del Brasile sono stati importati molti africani per lavorare nelle piantagioni, provocando un intreccio di culture, di musica e di ballo.

Gli schiavi africani si esercitavano con mosse molto simili auna danza tribale: è una lotta contro la schiavitù in nome della libertà contro i padroni europei.

Esistono diversi stili e diverse tecniche, una delle più rigide è la Capoeira Regional di Mestre Bimba, ma la diversità è data dal ritmo musicale dettato dal berimbau.

I giochi avvengono all’interno della Roda, un cerchio di uomini che racchiude i due capoeiristi in lotta, il tutto viene regolato dal più anziano a cui viene assegnato il berimbau Berra-boi, che tramite il ritmo regola la lotta. Per la maggior parte degli stili non esistono corde o livelli che attestino le abilità del capoeirista, anche se nelle scuole italiane vengono utilizzate le corde come nelle arti marziali per distinguere allievi alle prime armi, intermedi e avanzati.

Anche l’abbigliamento è caratteristico: tutte le scuole portano i pantaloni abadà che permettono i movimenti di lotta e danza senza limitazioni, il colore può differire tra bianco, giallo o nero.

La musica è energica, vitale, gli strumenti al completo sono la Berimbau, arco protagonista che scandisce il ritmo; l’ Atabaque è un tamburo, il Pandeiro un tamburo a sonagli, l’Agogo, campane di legno o metallo, il Reco Reco, una raspa di legno e il Caxixi, un idiofono africano.

In Italia ci sono più di 100 scuole in cui poter vivere l’esotica lotta danzata, spettacolare e che fa bene al corpo e all’umore.