Nel processo industriale a rivestire senza dubbio un ruolo di strategica importanza è l’acqua, sempre più in primo piano, anche sotto l’aspetto normativo, sia per la salvaguardia della sua qualità, ma soprattutto per la sua ottimizzazione, durante e dopo i processi, dato che pur essendo una risorsa rinnovabile rimane comunque una risorsa limitata.

Un aspetto importante legato all’acqua nel contesto industriale è perciò quello dello smaltimento delle acque reflue.

In particolare, quello che si cerca di ottenere è la salvaguardia ambientale e un suo possibile riutilizzo. Il tutto con procedure quanto più efficaci ed economiche possibile.

I fanghi industriali

Uno degli effetti della depurazione delle acque reflue è la produzione di rifiuti solidi (fanghi primari e di risulta) che necessitano, prima dello smaltimento finale, di stabilizzare il materiale organico e di distruggere i batteri presenti, nonché di una serie di fasi finalizzate all’ottenimento di un volume di fango più esiguo e quindi più gestibile.

Dai trattamenti, infatti, può derivare un prodotto finale impiegabile in agricoltura o addirittura come fonte energetica a basso impatto ambientale, utilizzabile per produrre energia elettrica e termica.

Processi a membrana per il riciclo dei reflui

Tra i vari processi per consentire di riutilizzare le acque provenienti dal ciclo industriale, uno che sembra sempre più efficace ed ecostostenibile, e che per questo si diffonde nell’utilizzo, è il sistema MBR (Membrane BioReactor), un sistema di depurazione biologica delle acque che consiste nella combinazione del processo tradizionale di depurazione a fanghi attivi e di un sistema di separazione a membrana (generalmente microfiltrazione o ultrafiltrazione) che sostituisce il normale sedimentatore secondario.

Il sistema MBR può essere realizzato in due differenti configurazione impiantistiche:

  • con unità di filtrazione esterna
  • con unità di filtrazione sommersa, nella quale le membrane sono collocate all’interno della stessa vasca a fanghi attivi, a contatto diretto e costante con il refluo.

Il permeato, il liquido filtrato che passa attraverso le membrane, viene successivamente convogliato ad un sistema esterno di disinfezione, ad un trattamento ad osmosi inversa oppure direttamente allo scarico. La microfiltrazione permette di ottenere acque di elevata qualità, idonee al riuso irriguo anche per le colture, data la sua efficacia in particolar modo nella rimozione di indicatori di inquinamento fecale.

Tra i vantaggi dei sistemi a membrana sono da considerare sicuramente:

  • la rimozione completa dei problemi di intasamento dei distributori e dei gocciolatoi
  • una parziale disinfezione
  • aumento della qualità e della costanza dell’effluente
  • un limitato e ridotto consumo di reagenti chimici

La procedura dei sistemi a membrana produce però anche degli svantaggi, tra i quali:

  • la necessità di periodica pulizia della membrane
  • la possibilità di perdita dell’integrità delle membrane
  • i costi delle membrane
  • un aumento della complessità di gestione dell’impianto